Pro.VocaLive
Non dire falsa testimonianza

Ottobre 2026

Non dire falsa testimonianza

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Pro.Vocazione Live accoglie Alida Airaghi con Non dire falsa testimonianza, da Decalogo. Omaggio a Krzysztof Kieślowski (Ignazio Pappalardo Editore, 2025). Prosegue così il dialogo della rivista con autrici affermate, oltre che esordienti, attraverso una poesia che interroga la distanza fra i principi dichiarati e la responsabilità verso gli altri. Nel suo saggio dedicato alla raccolta, pubblicato su Poesia del nostro tempo, Rossana Levati sottolinea l’attenzione di Airaghi per l’infanzia esposta alle contraddizioni degli adulti: una chiave utile anche per questi versi. È soprattutto nel rapporto fra cura e potere che riconosciamo una tangenza con le questioni del femminismo contemporaneo di cui ci occupiamo su Pro.Vocazione attraverso le voci delle nostre autrici. Il soccorso, qui, può trasformarsi in un debito, costringendo chi lo riceve al «quotidiano inferno / della riconoscenza»; la rispettabilità può proteggere chi ha mancato una promessa. Quale spazio rimane alla parola di chi ha subito un torto? Airaghi mette in discussione l’autorità delle istituzioni che stabiliscono il vero e il giusto. «Non sempre la giustizia è giusta»: un verso che richiama alla necessità di ascoltare le esperienze concrete, soprattutto quando disturbano le certezze di chi giudica.

 

VIII. Non dire falsa testimonianza

di

Alida Airaghi

 

Le azioni innocenti non prevedono scelte

difficili. L’anziana docente fa jogging

nel bosco, saluta il vicino di casa, sistema

dei fiori nel vaso, raddrizza alla parete

un quadro storto. Ha gesti gentili gratuiti,

la sua vita di oggi non fa torto a nessuno.

Ma tenere una bimba per mano

o lasciarla da sola per strada, fare

o non fare promesse avvolgenti,

confidare o tacere la colpa ripulita?

Un caso lontano nel tempo, a lungo

meditato, a stento confessato,

si appanna nel ricordo indulgente.

 

L’intruso piombato nell’aula ubriaco

interrompe la lezione. L’agile atleta

esibisce sul prato acrobazie, e stupisce

incupisce disturba i maldestri passanti.

In cucina il fornello non si accende,

nel parcheggio la macchina ingolfata

fatica a partire. Intralci, attriti, avarie

rinnegano trionfanti l’armonia

stabilita, deludono chi attende

un preordinato uso della vita.

 

Io sono il Dio verace, l’unico giusto.

Voi state saldi sulle vie che ho segnato

per giungere alla casa del Signore.

Non profanate il Verbo con parole

fallaci, non cedete a ingannevoli

lusinghe. Serbate il sigillo del segreto,

preferite il silenzio alla bugia.

La verità vi rende santi e liberi,

sarà per voi corazza contro il male.

Il falso testimone non resterà impunito,

chi diffonde menzogne perirà.

 

Destinato a salvare, il generoso

non avrà gratitudine da colui

che ha salvato. Gli basti il pregio

del soccorso offerto al vinto,

allo sconfitto. Lui applaudito

magnanimo, l’altro costretto

al quotidiano inferno

della riconoscenza. Eterno

ingrato, sebbene consapevole

dell’altrui merito, due volte

tradito da condanna e riscatto,

si sentirà colpevole di vivere.

 

Non sempre la giustizia è giusta.

Non sempre i tribunali assolvono

o condannano secondo morale.

Chi giura, spergiura sapendo

di barare. Cos’è la verità, se non

opinione accettata da tutti,

poi spersa in proclami togati,

in procure, questure, cattedrali:

che il male perdura nel bene,

e viceversa.

Autore

Alida Airaghi

Alida Airaghi è nata a Verona nel 1953 e attualmente risiede a Garda. Collabora a diverse riviste e blog letterari.

Tra i suoi volumi di poesie: Il silenzio e le voci (Nomos, 2011), Elegie del risveglio (Sigismundus, 2016; Nulla Die, 2022), Omaggi (Einaudi, 2017), Consacrazione dell’istante (AnimaMundi, 2022), Quanto di storia (Marco Saya, 2023), Tre libri (Il Convivio, 2025). In prosa ha pubblicato cinque libri di racconti e tre romanzi brevi.